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I MERCATI

IL MERCATO BALCANICO


Nei Balcani l’Impero austriaco comprendeva, a parte l’Ungheria, anche Slovenia, Croazia e Bosnia-Erzegovina, che avrebbero acquistato l’indipendenza soltanto nel 1918, alla fine della I Guerra Mondiale, confluendo con la Serbia a formare la Jugoslavia. Oggi suddivisa, dopo un sanguinoso conflitto, nelle nazioni che le avevano dato vita.


Anche con queste popolazioni slave, dapprima riunite in un Regno, poi nella Federazione comunista presieduta dal Maresciallo Tito, ed oggi cittadine di stati indipendenti, l’Austria è riuscita a mantenere rapporti di buon vicinato. E rilevanti sono le minoranze etniche, specie slovene e croate, ancora presenti in territorio austriaco.


A ciò ha ovviamente contribuito, al tempo della guerra fredda e dei conflitti seguiti al crollo della Federazione, la più volte conclamata neutralità e la non appartenenza dell’Austria  alla organizzazione militare della NATO). Il che è servito a mantenere aperti canali politici e commerciali anche con gli altri Paesi dell’ex-mondo comunista balcanico, in particolare Romania e Bulgaria.


Con tutti questi Paesi l’Austria intrattiene rapporti amichevoli. Soprattutto con la confinante Slovenia, per tradizione e cultura il Paese balcanico più “mitteleuropeo” (molti sono gli Sloveni che usano come seconda lingua il tedesco). Ed anche più ricco: il suo prodotto interno lordo pro-capite non è distante da quello italiano.


Oggi l’Austria è uno dei principali partner commerciali di questi Paesi, per i quali, come per gli altri dell’Est Europeo, Vienna è un punto di riferimento ideale per stabilire nuovi rapporti e farsi conoscere nel Mondo occidentale. Il quale, a sua volta, trova a Vienna, metropoli cosmopolita, plurilingue e da sempre via obbligata d’accesso ai Balcani, quelle conoscenze e quegli interlocutori che sono indispensabili per penetrare in un mondo per alcuni versi ancora chiuso e diffidente.


A parte la piccola Slovenia, si tratta di mercati certamente non ricchi, ancora carenti di strutture e di mentalità imprenditoriale. Ma si tratta anche di mercati che, una volta attenuatasi la crisi mondiale, offrono interessanti prospettive a chi è disposto a guardare le cose a medio-lungo termine (basta infatti dare un’occhiata alle nuove autostrade in Slovenia e alle auto circolanti per rendersi conto dei progressi fatti negli ultimi anni da questa nazione!).


Si tratta infine di mercati caratterizzati da una bassa concorrenza e costi del lavoro decisamente competitivi.