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I MERCATI

IL MERCATO IRANIANO


A tutti sono note le vicende che negli ultimi anni hanno coinvolto l’Iran (o, la “Persia”, come amano chiamare la propria nazione coloro che preferiscono prendere le distanze dall’attuale corso politico). E quale è il tipo di rapporti che il mondo occidentale intrattiene con quel Paese. Ma anche in questo quadro estremamente complesso l’Austria occupa una posizione particolare, che in certa misura la privilegia rispetto agli altri Paesi europei.


Non a caso Vienna è stata scelta nel 2002 dal moderato Khatami per la prima visita di un Presidente Iraniano in un Paese della Comunità europea. Come pure non è un caso che Vienna sia la sede dell’AIEA, cioè dell’Ente responsabile del controllo dello sviluppo pacifico del programma atomico iraniano.


L’immagine di nazione rigorosamente neutrale, rafforzata dalla non appartenenza all’odiata NATO, ha consentito all’Austria di mantenere, sia pure attraverso non poche difficoltà, rapporti nel complesso accettabili con la Repubblica Islamica Iraniana. E di questi rapporti si sono servite nel tempo anche varie imprese occidentali, interessate a mantenere contatti commerciali (seppure indiretti) con il mercato iraniano.


Nel quadro generale dei rapporti austriaci con l’Iran l’operatività di AUSTRIA4YOU in quel Paese risale all’esperienza professionale personale ivi compiuta direttamente da alcuni dei suoi membri fondatori. E quindi a AUSTRIA4YOU sono ben noti i divieti e le disposizioni, che intende rigorosamente rispettare, e le difficoltà di stabilire rapporti commerciali, soprattutto per quanto attiene l’aspetto dei pagamenti.


Ma è proprio quando i problemi sono grossi che possono presentarsi opportunità che pochi hanno la prontezza e l’intraprendenza di cogliere.  AUSTRIA4YOU è pronta a fornire il supporto della propria diretta esperienza nell’individuarle, esaminando il possibile interesse del mercato iraniano verso i prodotti offerti, la loro compatibilità con le leggi sull’embargo e i sentieri che si possono legalmente percorrere per superare le barriere finanziarie.


Le migliori prospettive si presentano per i “prodotti di nicchia”, tenuto anche conto che le grandi aziende internazionali non sono presenti direttamente sul mercato per il timore di subire possibili contraccolpi sul mercato americano. Del resto, l’Iran rappresenta pur sempre un mercato di 70 milioni di persone, sia pure con un reddito pro-capite pari al 30% di quello italiano. Non sono però da dimenticare gli enormi proventi petroliferi, che, se pur gestiti solo ad altissimo livello, consentono investimenti molto rilevanti nei settori considerati di interesse nazionale (per esempio nel settore pubblico ospedaliero, dove un chirurgo può avere uno stipendio anche dieci volte superiore a quello di un suo collega italiano!)